Isuzu D-Max MY2026: prova su strada con un fotografo outdoor

Prova del nuovo Isuzu D-Max MY2026 con un fotografo outdoor. Test su strade asfaltate e sentieri impervi.

Isuzu D-Max MY2026: prova su strada con un fotografo outdoor
Fotografo outdoor prova il nuovo Isuzu D-Max MY2026 su strade asfaltate e sentieri impervi
Fotografo outdoor prova il nuovo Isuzu D-Max MY2026 su strade asfaltate e sentieri impervi

Un fotografo outdoor alla prova del nuovo Isuzu D-Max MY2026

Carlo De Santis, fotografo outdoor e guida mountain bike, ha testato il nuovo Isuzu D-Max MY2026 su strade asfaltate e sentieri impervi. L’esperienza ha messo alla prova le capacità del pick-up in situazioni reali, come un cantiere, uno sterrato o un carico da trasportare. Il mezzo, pensato per il lavoro pesante, si è rivelato versatile, adatto a due vite: quella urbana e quella fuoristrada.

Un mezzo per due mondi: comfort e prestazioni

Il D-Max MY2026 è stato scelto per la sua versatilità. Carlo, che vive un’esperienza di vita attiva tra strade bianche e sentieri, ha bisogno di un veicolo che lo porti dove le location degli shooting non sono raggiungibili in altro modo, ma che regga anche i lunghi trasferimenti verso il servizio successivo. “Mi serve assolutamente un mezzo che sia in grado di andare in offroad, ma che nello stesso tempo possia essere anche una prima auto, con cui affrontare lunghi viaggi”, racconta mentre carica in cassone attrezzatura fotografica e biciclette.

La tecnologia al servizio del fuoristrada

Il D-Max MY2026 arriva con un pacchetto ADAS aggiornato, tra cui il monitoraggio attivo del conducente e la modalità Rough Terrain Mode. Questa ultima gestisce in automatico motore e freni sui fondi a bassa aderenza, mantenendo attivo il controllo di trazione anche con il differenziale bloccato in 4L. “Ha tanta elettronica che aiuta tantissimo, ma nello stesso tempo la puoi disattivare”, spiega Carlo, che apprezza la possibilità di configurare il mezzo come si preferisce.

Un’esperienza di prova in situazioni reali

La prova ha iniziato su asfalto, dove Carlo ha notato subito il comportamento controllato del veicolo. “La prima cosa che noti è che sembra di guidare un’auto stradale. Già in curva il rollio è completamente controllato”, dice, sorpreso dal comportamento di un mezzo pensato per il lavoro pesante. Il display centrale, che mostra in tempo reale beccheggio, rollio e posizione delle ruote, è stato utile durante le manovre su sentieri impervi.

Un’esperienza di prova in situazioni reali

Il primo tratto sterrato è arrivato quasi senza preavviso. Inserita la trazione integrale, il D-Max ha cominciato a salire gradualmente tra buche e tratti sconnessi, mostrando subito come lavorano le sospensioni. Il momento più delicato è stato una discesa ripida, affrontata con il hill descent control attivo e il differenziale posteriore bloccato. “Il passaggio è andato più che bene, diciamo che non l’abbiamo proprio sentito. Come controllo della trazione è eccezionale”, commenta Carlo, ancora sorpreso da quanto poco il fondo scivoloso si sia fatto sentire a bordo. Il D-Max MY2026 si dimostra versatile e affidabile in situazioni estreme. Il motore 2.2 turbodiesel RZ4F da 164 CV, con coppia a 400 Nm, e il cambio automatico Isin a otto rapporti, hanno accompagnato Carlo in tutti i tratti della prova. Il frontale ridisegnato, con la nuova calandra e i gruppi ottici full LED, lo rende presentabile anche fuori dal cantiere. “Se dovessi cambiare il mio pick-up, lo comprerei”, dice Carlo, senza troppi giri di parole, quando gli chiediamo un bilancio a caldo. Una risposta che, più di ogni scheda tecnica, racconta come sia andata la giornata.