Manca il magnesio, l’industria automobilistica rischia il blocco totale

La crisi energetica cinese ha rallentato la produzione del metallo necessario per l'alluminio. Le Case europee rischiano di fermarsi entro la fine dell'anno

21 Ottobre 2021

Andrea Spitti - Autore

Chi ordina oggi un’auto deve fare i conti con un rallentamento della produzione a causa della carenza di chip che ha portato ad attese di mesi per quasi tutti i modelli. Se siete qui alla ricerca di buone notizie da questo fronte, purtroppo dobbiamo deludervi. La crisi produttiva non è vicina al termine, anzi potrebbe peggiorare.

A fianco all’ormai cronica mancanza di semiconduttori per i diversi apparati elettronici delle vetture, si potrebbe presto affiancare la carenza di magnesio, che potrebbe addirittura portare al blocco quasi totale dell’industria automobilistica. C’è chi dice addirittura entro la fine dell’anno.

Il magnesio riveste un ruolo fondamentale nell’industria automotive: viene infatti utilizzato in molte leghe di alluminio, in particolare (nelle applicazioni automobilistiche) nelle leghe della serie 5xxx, 6xxx e 7xxx. Queste leghe sono utilizzate ovunque sia richiesta un’elevata resistenza e il peso ridotto.

Tra le applicazioni troviamo:

  • pannelli carrozzeria
  • serbatoi
  • piastre delle sospensioni
  • freni
  • blocchi motore
  • traverse
  • assali
  • strutture unibody
  • cerchi

In pratica, non è possibile produrre un’auto senza alluminio. E non si può fare l’alluminio senza usare il magnesio. A partire da dicembre, potrebbe essere difficile lavorare con il magnesio, se non del tutto impossibile. Riassume così Amos Fletcher, analista di Barclays: “Se la fornitura di magnesio si ferma, l’intera industria automobilistica potrebbe essere costretta a fermarsi”.

Il problema in Cina

Recentemente, la Cina si è ritrovata nel bel mezzo di una crisi energetica: le fabbriche sono state costrette a chiudere per risparmiare energia. Sfortunatamente per l’industria automobilistica, la Cina è anche il primo fornitore di magnesio al mondo, con l’85% delle scorte che arriva dal Paese asiatico.

Yulin è il più importante centro cinese per la produzione di magnesio: qui 35 delle sue 50 industrie sono state costrette a interrompere la produzione. Alle altre 15 è stato imposto di ridurre la produzione della metà.

Questo rallentamento non sarebbe un problema se il magnesio potesse essere facilmente immagazzinato. Ma questo metallo ha una vita incredibilmente breve da solo, perché si ossida in un breve periodo. Per questo ci si aspetta che le riserve europee si svuotino entro la fine di novembre.

Va un po’ meglio negli Stati Uniti, anch’essi produttori di magnesio, anche se non ai livelli della Cina. Se che le Case americane riusciranno a mettere le mani su abbastanza semiconduttori, la produzione non dovrebbe arrestarsi.

Le carenze di forniture si stanno quindi accumulando l’una all’altra e difficilmente una singola miniera o fabbrica riuscirà a risolvere i problemi in breve tempo. Bisogna sperare che le cose comincino a migliorare prima o poi, ma il timore è che ci aspetti un lungo inverno senza auto.

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