Mercato auto: la situazione in Italia, riprende la produzione ma vendite in calo

Il settore automobilistico italiano sta vivendo un periodo di luci ed ombre: l’inizio positivo dell’anno si scontra con la carenza di materie prime e di vendite .

11 Marzo 2021

Marco Peraldini - Autore

Nonostante il periodo di crisi che affligge la nostra penisola, il settore automobilistico sta mettendo in atto tutte le strategie possibili per evitare il tracollo. L’unione tra il lavoro delle aziende automobilistiche e gli interventi del governo stanno permettendo il recupero di questo settore, non senza difficoltà.

Il settore automobilistico italiano, che nel 2020 aveva registrato un calo del 21% sulla produzione annua, a gennaio ha avuto un aumento del 2,3%.

Gianmarco Giorda, direttore dell’Anfia, Associazione Nazionale Filiera Industria Automobilistica, ha analizzato la situazione della produzione automobilistica italiana in un’intervista. “Dopo un quarto trimestre 2020 in recupero, l’apertura del 2021 conferma un trend positivo per la produzione dell’industria auto. Questo grazie alla netta crescita degli ordinativi a dicembre (+23,6%), particolarmente marcata per il mercato interno (+36,5%).

Tuttavia i dati meno confortanti arrivano dal mercato, che non riesce ad esprimere un pieno recupero. Le vendite infatti registrano un calo del -13,1% nel primo bimestre.

Alla ripresa della filiera automobilistica si oppone però la carenza di materie prime. L’indice di fabbricazione di accessori per automobili, sempre in rialzo negli ultimi tre mesi del 2020, inverte la tendenza a gennaio, segnando una perdita del -2,3%. Questo fatto è determinato dalla crisi di approvvigionamento e dai rincari sul prezzo di molte materie prime. Ad essere più interessati sono in particolare acciaio, materie plastiche e semiconduttori.

Gianmarco Giorda spiega che: “Si tratta di difficoltà che, a livello nazionale, rischiano di vanificare gli interventi messi in campo dal Governo a supporto del settore trainante dell’economia italiana. Ciò potrebbe portare con sé impatti occupazionali negativi, destinati a sommarsi a quelli legati all’emergenza Covid-19”.

Lascia un commento