In strada o in pista, quale è la gomma giusta da scegliere?

Ecco la nostra guida dettagliata per rispondere alle domande di chi, attratto anche dalla pista, deve decidere che pneumatico impiagare

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25 Maggio 2023

Mattia Marsiglia - Autore

Guardate le gomme della vostra moto e vi accorgete che il testimone fa capolino attraverso l’intaglio. Non ci sono dubbi: bisogna passare a un nuovo treno di pneumatici. Su cosa basate la vostra scelta? Andare al risparmio è una grossa tentazione, specialmente se fra pista e passi di montagna macinate tanti chilometri. È comprensibile, ma non è una buona scelta. Le gomme sono fondamentali per la sicurezza su ogni mezzo, sulla moto ancor di più. Non fate economia.

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Vediamo quali sono i parametri e le caratteristiche da valutare per azzeccare l‘ acquisto. Ad oggi ci sono in commercio diversi tipi di pneumatici intagliati, tutti omologati per la circolazione stradale. Li possiamo dividere a grandi linee in due gruppi: solo strada e pista-strada. 

Per la strada

Le gomme solo strada, meno sportiveggianti, strizzano l’ occhio alle moto turistiche e ai motociclisti più tranquilli che prediligono la resa chilometrica. Sono generalmente mono-mescola, studiate per durare e massimizzare la sicurezza anche sui fondi stradali bagnati. Sono anche la scelta più gettonata per gli scooter.

Per chi usa la moto (o lo scooter) tutto l’anno è bene ricordare che esistono, come per le auto, le gomme termiche. Sono le così dette “invernali”, hanno un disegno particolare del battistrada che aumenta la capacità di espulsione dell’ acqua e garantisce un grip migliore anche con temperature basse. Sono dunque ottime non solo sul bagnato, ma anche quando le temperature vanno sotto i sette gradi.

Per la pista

Fanno parte di un discorso più complesso i prodotti pista-strada, che vanno incontro alle esigenze dei piloti amatoriali avvicinandosi il più possibile alle specifiche delle gomme slick. Si possono trovare sia mono-mescola sia bi-mescola

Bi-mescola

Le gomme bi-mescola sono composte da un battistrada duro al centro, per dare stabilità, che diventa più morbido avvicinandosi alla spalla. Questa architettura consente di avere un buon grip in piega senza rinunciare troppo alla durata. Sono la soluzione perfetta se vi regalate qualche uscita in pista all’anno, in scioltezza, e se volete dare gas tra i cordoli con le stesse gomme che usate per andare in ufficio il lunedì. Potrete “chiudere” la gomma in tranquillità superando tutti i posti di blocco senza prendere multe, a patto che rispettiate le misure riportate sulla carta di circolazione.

L’opzione pista-strada è la scelta giusta anche se vi siete avvicinati da poco all’ ambiente dei circuiti e dovete fare esperienza in previsione di un salto nel mondo delle gomme racing. Se pensate che un prodotto molto performante possa appagarvi da subito, sbagliate, e vi mettete a rischio: gomme del genere danno molto, ma chiedono altrettanto al pilota in termini di prestazioni.

Monomescola, le slick

Gli pneumatici slick rendono solo alla giusta temperatura, vanno scaldati con le termocoperte e per non farli raffreddare bisogna tenere ritmi difficili da raggiungere per chi è alle prime esperienze. Anticipando troppo il salto sui prodotti ad alte prestazioni potreste ritrovarvi a peggiorare i tempi anzichè migliorarli.

Se siete pronti a salire di livello seguitemi… parliamo di mescola delle gomme slick. Esistono diversi tipi di mescola che ogni fornitore chiama con sigle differenti, ma i principi alla base sono molto simili. Per comodità useremo il linguaggio che adotta Pirelli (SC).

SC3 è la mescola più dura e con il più ampio spettro di utilizzo sia in termini di temperature sia per quanto riguarda le caratteristiche dell’ asfalto. Essendo la più dura della famiglia, se montata all’anteriore, offre il massimo del sostegno. Generalmente è anche la più longeva.

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SC2 (intermedia) e SC1 (morbida) sono la scelta più comune fra gli amatori. Sono indicate per temperature più basse rispetto alla SC3, offrono più precisione in inserimento di curva e maggior resa in accelerazione. Conservano comunque un’ ottima versatilità e per questo sono, a mio parere, il miglior compromesso fra prestazioni e durata. 

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Queste tre mescole, seppur con peculiarità differenti tra loro, si adattano bene a tutte le condizioni e sono disponibili per anteriore e posteriore.

La mescola SC0 è disponibile solo al posteriore. Molto morbida e adatta ad asfalti lisci, è la scelta giusta per il pilota esigente che sta cercando un’ottima prestazione su un tracciato con poco grip meccanico.

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Ultima in ordine e prima per morbidezza la SCX. È la super morbida, efficace solo in mani molto esperte, decade in pochissimi giri. Viene prodotta esclusivamente per il posteriore ed è utilizzata prevalentemente nei campionati del mondo SBK e SSP.

Se siete in grado di sfruttarla, e ci sono le condizioni giuste di asfalto e temperatura, potrebbe regalarvi la gioia di fare il record. Sicuramente vi regalerà il dolore di montare una gomma nuova dopo ogni turno. Nel corso dell’ultimo anno ha fatto il suo ingresso nei paddock del mondiale anche la SCQ (stretta parente della X), ma questa è davvero tutta un’ altra storia ed è meglio lasciarla ai campioni.

Ricordate sempre, a prescindere da pneumatico e mescola scelti, che è meglio accoppiare a un posteriore nuovo a un anteriore altrettanto fresco. Iniziare un turno con un posteriore nuovo di zecca e un anteriore fiacco potrebbe costarvi caro. Specialmente con le cavallerie di oggi…

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