Cinque one-off stradali che avrebbero meritato di essere prodotte in serie

Quali sono le one-off stradali che si sarebbe piaciuto incontrare sulle strade di tutti i giorni ma che invece sono rimaste prototipi?

23 Marzo 2022

Andrea Spitti - Autore

All’inizio dell’industria automobilistica, quando costruire un auto era sostanzialmente un lavoro artigianale, era facile trovare su strada molti esemplari unici. Anche quando Case realizzavano il telaio che poi era affidato a diversi carrozzieri le one-off stradali erano abbastanza comuni. Con l’avvento della costruzione monoscocca, realizzare un’auto unica è diventato piuttosto costoso, ma ancora oggi di tanto in tanto i costruttori presentano una esemplare unico omologato per l’utilizzo su strada. E spesso è un peccato che sia stato realizzato solamente un esemplare (o pochi di più): ecco 5 one-off stradali che avremmo voluto vedere prodotte in serie.

Fiat 130 Familiare (1971)

Quando Gianni Agnelli era a capo della Fiat poteva avere qualunque auto volesse. Per questo venne creata per lui un’intera flotta di one-off. Tra tutte, c’era la wagon basata sulla berlina Fiat 130, con il suo 6 cilindri da 3,2 litri accreditato di 165 CV.

In realtà la famiglia Agnelli possedeva quattro di queste praticissime station wagon, ognuna delle quali differiva dall’altra per alcuni dettagli. Il capo ne aveva una con il portapacchi e una decorazione in vimini lungo i fianchi: quell’esemplare era conosciuto come la Villa d’Este ed ora è di proprietà di un privato. Quella in questa immagine era di Umberto Agnelli e ora si trova collezione Heritage di Stellantis.

Volkswagen Scirocco Twin Engine (1983)

Con Audi impegnata a conquistare rally in giro per il mondo con la sua incredibile Quattro, anche Volkswagen voleva dire la sua nel campo della trazione integrale. Ideò quindi una Scirocco con due motori a 4 cilindri da 1.791 cc, uno per ciascun asse. Così equipaggiata la potenza disponibile era di 360 CV e portava la coupé da 0 a100 km/h in 4,5 secondi, facendole toccare la velocità massima di 290 km/h. Volkswagen costruì due di queste Scirocco: una per i test e una da mostrare agli eventi.

Alla fine del 1983, Volkswagen presentò un’ulteriore Scirocco con due motori, con passaruota squadrati e specifiche meccaniche leggermente diverse. Questa volta la cilindrata di ogni motore era di 1.781 cc e ognuno erogava 141 CV. Inoltre, invece di due cambi manuali collegati insieme, c’erano due trasmissioni automatiche a 3 rapporti. Volskwagen sviluppò la Scirocco Twin Engine al punto in cui la produzione sarebbe stata fattibile, ma non si arrivò mai a quella fase.

Lancia Trevi BiMotore (1984)

Evidentemente l’idea dei due motori non era prerogativa tedesca. Infatti, quando Lancia pensò a un’erede della 037 che aveva mietuto successi nei rally, pensò anch’essa inizialmente alla soluzione dei due motori per avere la trazione integrale ed essere competitiva. La Lancia Trevi BiMotore era equipaggiata con una coppia di motori 4 cilindri turbo da 2 litri e, nonostante fosse veloce e molto efficace, era troppo pesante a causa dei doppi componenti meccanici. In più il motore posteriore aveva la tendenza a surriscaldarsi.

I due motori non erano accoppiati meccanicamente, ma solo i due cambi erano connessi in modo da poter essere manovrati con una sola leva e con un solo pedale per attivare le due frizioni. I due acceleratori erano controllati da un rudimentale sistema elettronico che causava un ritardo nell’erogazione della potenza all’asse posteriore. Il cruscotto aveva due contagiri, il secondo del quali rimpiazzava il contachilometri, e due indicatori posizionati al centro indicavano la temperatura dell’acqua e della pressione dell’olio di ciascun motore.

Renault Espace F1 (1995)

Per celebrare i dieci anni di produzione della Espace, Renault accoppiò le forme della sua monovolume con il telaio e il motore di una Williams-Renault FW15C che correva in Formula 1 nel 1993. Il risultato era una monovolume che non era un granché nel trasporto dei passeggeri (anche se aveva mantenuto 4 posti) ma era ottima per consumare gli pneumatici. Con circa 800 CV a disposizione, la Espace F1 poteva accelerare da 0 a 200 in meno di 7 secondi.

Kia Sorento Ski Gondola (2016)

Sorento Ski Gondola

Il SEMA è attivo dall’inizio degli anni ‘60 e negli ultimi anni è diventata un evento imperdibile per gli appassionati di motori di tutto il mondo. Si tiene ogni autunno a Las Vegas e le case automobilistiche partecipano all’evento con molto entusiasmo, portando auto come la Kia Sorento Ski Gondola.

Pur mantenendo il motore e la trasmissione originali, il resto è stato pesantemente modificato a partire dai cingoli in gomma autolivellanti montati per superare anche il più difficile terreno artico che si possa immaginare.

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