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IEA: come arrivare a zero emissioni nette entro il 2050

L’Agenzia Internazionale dell’Energia (IEA) ha presentato un piano a tappe intermedie per traghettare il Pianeta verso la neutralità tecnologica di CO2 entro il 2050. Secondo l’AIE, gli impegni per la protezione del clima intrapresi dai governi fino ad oggi sono infatti molto al di sotto dei termini necessari per raggiungere l’ambizioso obiettivo. Di qui, la necessità di stringere in maniera più rigorosa i requisiti da implementare nei prossimi anni.

Le emissioni nel settore dei trasporti

Nel settore dei trasporti, secondo il piano dell’IEA, nessuna nuova auto con motori a combustione dovrebbe essere venduta in tutto il mondo a partire dal 2035, e almeno il 50 per cento dei camion pesanti venduti dovrebbe essere alimentato elettricamente. Già nel 2030, la quota di auto elettriche sul numero complessivo di auto vendute in tutto il mondo dovrebbe raggiungere il 60 per cento.

Le date 2030 e 2035 non sono scelte a caso. Per raggiungere l’obbiettio di arrivare a zero emissioni nette di CO2 entro il 2050, infatti, l’ente ha previsto più di 400 misure da applicarsi ad intervalli di cinque anni.

Ad ogni modo, almeno per il settore delle autovetture, gli obiettivi dell’Agenzia coincidono con i piani dei produttori. E, peraltro, la loro attuazione sembra essere molto più fattibile, in questo senso, rispetto a quanto invece potrebbe avvenire in altri contesti.

Per esempio, VW prevede di avere una quota del 70 per cento di auto elettriche entro il 2030, superando così l’obiettivo dell’Agenzia. BMW, d’altra parte, sta pianificando di avere almeno il 50 per cento di auto elettriche nel 2030.

L’elettromobilità

Altri obiettivi del piano riguardano indirettamente l’elettromobilità. Secondo il piano, infatti, nessuna nuova centrale elettrica a carbone dovrebbe essere consentita con effetto immediato in tutto il mondo. E anche gli investimenti in progetti di approvvigionamento di combustibili fossili, come miniere di carbone o nuovi siti di produzione di petrolio e gas, dovrebbero essere fermati.

Ancora, l’Agenzia sottolinea come entro il 2030 dovrebbero essere resi disponibili altri 1020 gigawatt di energia eolica e solare all’anno. Questo comporterebbe la costruzione di nuovi impianti in modo particolarmente intensivo, traghettando così la generazione di energia verso fonti sempre più ecologiche.