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McLaren, la Hypercar P1 sta al passo con un nuovo pacco batteria

Il tempo passa, ma le performance migliorano. Così a distanza di 7 anni dall’uscita di scena della hypercar britannica P1, McLaren ha migliorato nuovamente le sue prestazioni.

In un’epoca in cui sotto i 1.000 CV non sei nessuno, fanno quasi tenerezza i 916 CV e gli altrettanti 900 Nm della passata McLaren P1. Una vettura che ha fatto la storia delle hypercar dell’era moderna, capace di rivaleggiare con sportive come Ferrari LaFerrari e Porsche 918 Spyder. Dopotutto è stata la prima del suo genere a presentarsi nel formato ibrido.

Le novità sul fronte elettrico

Nonostante sia uscita di produzione nel 2015 dopo che erano state prodotte 375 P1 e 58 P1 GTR (la versione da pista), fa ancora notizia nel 2022. La casa britannica si è lasciata sfuggire che i proprietari dell’esclusiva hypercar potranno beneficiare di un nuovo pacco batteria che migliorerà le già incredibili prestazioni.

Grazie agli sviluppi nella tecnologia delle batterie, derivate principalmente dal modello Speedtail, la McLaren è stata in grado di migliorare la densità di energia del pacco batteria riducendone notevolmente il peso.

La nuova batteria pesa 55 kg in meno rispetto all’unità originale da 96 kg, il che significa che ferma la bilancia a soli 41 kg. Questo peso ridotto ha molteplici vantaggi in termini di prestazioni, migliorando la maneggevolezza e l’accelerazione.

La McLaren assicura che il pacco batteria aggiornato consente alla P1 di raggiungere i 300 km/h da fermo 0,4 secondi più velocemente, riducendo lo sprint a soli 16,1 secondi. Il nuovo accumulatore è compatibile sia con la P1 che con la P1 GTR e sarà disponibile per tutti i proprietari da luglio 2022.

McLaren afferma che è coperto da una nuova garanzia di 6 anni. Non è chiaro se la casa britannica continuerà ad aggiornare la tecnologia della batteria nella P1 in futuro.

Il pacco batteria originale era all’epoca rivoluzionario, con la tecnologia push-to-pass ereditata dallo sviluppo della Formula 1. La batteria presentava una densità di energia maggiore rispetto a qualsiasi altra ibrida di produzione dell’epoca ed era in grado di fornire alla P1 un’autonomia elettrica di 17,4 km. Autonomia che è stata più che raddoppiata nell’ultima ibrida del marchio, la McLaren Artura.