Mitsubishi 4G63T, una storia di potenza e successi

Mitsubishi sarebbe stata la stessa senza il propulsore 4G63 e 4G63T? Scopriamolo insieme, in questo breve viaggio del tempo.

23 Dicembre 2021

Roberto Rais - Autore

Il 4G63T è un propulsore storico per il mondo Mitsubishi: con debutto nel 1987, prodotto per 30 anni, ha infatti contribuito ad alimentare una lunga lista di modelli, tra cui nove generazioni della Evo. Parte della famiglia di motori Mitsubishi Sirius introdotta a metà degli anni Settanta, questa unità da 2.0 litri è conosciuta anche come 4G63 (sebbenequesta denominazione appartenga ufficialmente al suo fratello naturalmente aspirato) ed è una delle colonne portante dell’evoluzione tecnica del brand.

Ciò premesso, le sue origini possono essere fatte risalire alla prima iterazione turbo del 4G63, che arrivò sulle strade nel 1981 sotto il cofano della Mitsubishi Lancer EX 2000 Turbo. Nonostante il suo paraurti anteriore sportivo, la berlina a quattro porte aveva un aspetto poco entusiasmante. Tuttavia, con 168 CV di potenza, e con una velocità massima di 200 km/h, poteva offrire ottimi compromessi.

La Lancer permise al costruttore giapponese di entrare nel Campionato Mondiale Rally (WRC), gettando le basi per il programma Evolution, che produsse alcune delle più dominanti auto da rally degli anni ’90, oltre a una serie di incredibili berline da strada. In configurazione da gara, questo motore poteva erogare 276 CV, ma per raggiungere tale potenza, gli ingegneri non hanno dovuto effettuare ampie modifiche. Il quattro cilindri dell’auto da rally era molto simile alla variante prodotta in serie.

Proprio questo permette di comprendere ciò che ha reso leggendaria la 4G63T: la sua architettura. Tutti i 4G63 avevano un alesaggio e una corsa di 85 mm × 88 mm, un design che favoriva l’erogazione di una coppia elevata e l’efficienza dei consumi.

I miglioramenti del motore

In due decenni il motore è stato continuamente migliorato, con frequente cambiamento dei componenti interni. Si giunge così 4G63T, nato ufficialmente nel 1987. Fu utilizzato nella Mitsubishi Galant VR-4 a quattro ruote motrici, una nuova omologazione speciale WRC prodotta dalla Ralliart, la divisione ad alte prestazioni e motorsport del produttore giapponese. L’auto non ebbe molto successo nella suddetta competizione, ma riuscì a vincere l’Asia-Pacific Rally Championship (APRC) nel 1988, 1991 e 1992.

Determinata ad ottenere risultati migliori, Ralliart passò alla Lancer di quinta generazione nel 1992, creando la Evolution. Debuttò nel WRC un anno dopo, ma alla fine si dimostrò poco competitiva, con Mitsubishi che finì ultima nella classifica costruttori. Nel 1994, la casa automobilistica ha rinnovato l’auto, rilasciando la Evolution II. Entrò nella competizione a metà della stagione ma, sfortunatamente, i risultati non migliorarono e la squadra finì ancora una volta all’ultimo posto.

Le loro fortune sarebbero cambiate nel 1995, quando la Evo II e la nuova Evo III aiutarono la Ralliart ad assicurarsi il secondo posto assoluto. Poi, dal 1996 al 1999, le Evo con motore 4G63T si dimostrarono superiori e fecero guadagnare a Tommi Mäkinen quattro titoli piloti consecutivi, oltre a un trofeo costruttori per Mitsubishi Ralliart nel 1998.

Il programma rally lancia così una serie di incredibili berline ad alte prestazioni alimentate dal 4G63T dal 1992 al 2007. Molto simile all’unità specifica per il rally, il motore produceva 244 CV e 373 Nm di coppia nella prima Lancer Evo, con potenza poi salita a 287 CV e 392 Nm nella nona generazione.

Mitsubishi Lancer Evolution VIII MR FQ-400

Con le modifiche apportate da Rampage Tuning, Owen Developments e Flow Race Engines, la Evo VIII riuscì ad erogare 405 CV e 481 Nm di coppia. Notevole era anche lo sprint: da 0 a 100 km/h in 3,5 secondi.

Potente e affidabile, il motore fu poi prevedibilmente oggetto delle attenzioni di molti produttori aftermarket, che cominciarono a produrre aggiornamenti e modifiche per spingersi fino a 600 CV, o oltre…

Mitsubishi 4G63T – Le foto

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