Auto abbandonate: cosa fare?

In questa guida sulle auto abbandonate impareremo a riconoscerle e a poterle segnalare correttamente. Comprenderemo anche per quali motivi, la loro gestione è un po' più complicata di quanto si possa superficialmente pensare.

15 Febbraio 2021

Roberto Rais - Autore

In Italia sono tantissime le auto abbandonate per strada. Ed è sufficiente dare uno sguardo a quanto avviene in ogni città per rendersi conto quanto sia diffuso questo problema.

Ma per quale motivo le auto abbandonate spesso rimangono per anni su ciglio delle strade o in aree private? Che cosa si può fare per poterle rimuovere?

Come riconoscere un’auto abbandonata

In primo luogo, non tutte le auto abbandonate sono tali!

Per essere definita tale a norma di legge, infatti, è necessario che l’auto abbandonata abbia una serie di caratteristiche piuttosto stringenti. Ovvero, che l’auto abbandonata sia:

  • Senza targa,
  • Inutilizzabile (ad esempio, priva di motore),
  • In grado di occupare un’area pubblica creando intralcio.

In aggiunta a ciò, si dia una lettura a quanto prevede l’art. 193 del Codice della Strada, che al comma 1 sostiene che:

I veicoli a motore senza guida di rotaie, compreso i filoveicoli e i rimorchi, non possono essere posti in circolazione sulla strada senza la copertura assicurativa a norma delle vigenti disposizioni di legge sulla responsabilità civile verso terzi.

e che al comma 2 aggiunge

Chiunque circola senza la copertura dell’assicurazione è soggetto alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma da euro 849 ad euro 3.396.

Cosa fare in caso di auto abbandonata?

Fin qui, una rapida panoramica su cosa siano le auto abbandonate. Abbiamo dunque compreso che spesso l’auto che ci sembra essere abbandonata non è tale, perché se non intralcia l’area pubblica, ed è dunque riposta in un’area privata, non può essere definita in questo modo.

Tuttavia, questo non significa che non si possa comunque agire per poter chiarire una situazione “sospetta”, e che dunque non si possa far nulla per cercare di sistemare la situazione di apparente auto abbandonata.

Di seguito cerchiamo di comprendere quali siano le principali ipotesi dinanzi ai quali ci si potrebbe trovare, e che cosa fare per poter arrivare a risoluzione.

Auto abbandonata con targa

Auto abbandonata con targa

Come abbiamo già visto nelle scorse righe, la “vera e propria” auto abbandonata è una sorta di catorcio senza targa. Diverso è il discorso se l’auto che viene parcheggiata in una zona pubblica da diverso tempo, ha ancora la targa. In questa ipotesi la cosa migliore da fare è certamente quella di contattare la Polizia municipale, che effettuerà un esame del veicolo, al fine di comprendere se sia stato – per esempio – denunciato il suo furto.

Il proprietario del mezzo (o i suoi eredi) sarà avvisato mediante raccomandata e in caso di mancata risposta entro 30 giorni dal ricevimento della comunicazione sarà possibile rimuovere il mezzo, che verrà destinato all’interno di un deposito comunale.

Se tuttavia l’auto abbandonata è dotata di targa, è in regola con l’assicurazione e non crea intralcio o pericoli, non si potrà fare nulla. Il veicolo potrà dunque rimanere fermo nello stesso posto, non essendovi alcun vincolo temporale.

Auto abbandonata senza proprietario

In alcune ipotesi, nemmeno la Polizia municipale è in grado di risalire all’effettivo proprietario del mezzo. In questo caso, c’è un decreto ministeriale (il n. 460 del 22 ottobre 1999 da parte del Ministero dell’Interno) che ci dice cosa fare.

Di fatti, nelle ipotesi di auto abbandonata in un luogo aperto al pubblico, se non è possibile risalire al proprietario del mezzo, vengono effettuati questi passaggi procedurali:

  • Se gli organi di polizia stradale “rivengono su aree ad uso pubblico un veicolo a motore o un rimorchio in condizioni da far presumere lo stato di abbandono e, cioè, privo della targa di immatricolazione o del contrassegno di identificazione, ovvero di parti essenziali per l’uso o la conservazione, oltre a procedere alla rilevazione di eventuali violazioni alle norme di comportamento del codice della strada, danno atto, in separato verbale di constatazione, dello stato d’uso e di conservazione del veicolo e delle parti mancanti e, dopo aver accertato che nei riguardi del veicolo non sia pendente denuncia di furto, contestualmente alla procedura di notificazione al proprietario del veicolo, se identificabile, ne dispongono, anche eliminando gli ostacoli che ne impediscono la rimozione, il conferimento provvisorio ad uno dei centri di raccolta individuati annualmente dai prefetti (…)”;
  • Una volta che sono trascorsi sessanta giorni dalla notificazione, ovvero, qualora non sia identificabile il proprietario, dal rinvenimento, senza che il veicolo sia stato reclamato dagli aventi diritto, lo stesso si considera cosa abbandonata ai sensi dell’articolo 923 del codice civile;
  • Decorso il termine di cui sopra, il centro di raccolta procede alla demolizione e al recupero dei materiali, previa cancellazione dal pubblico registro automobilistico (P.R.A.), ferma restando la necessità di comunicazione da parte degli organi di polizia di tutti i dati necessari per la presentazione, da parte del centro di raccolta, delle formalità di radiazione. 

Insomma, abbreviando la spiegazione di cui sopra, gli agenti delle forze dell’ordine che rinvengono un’auto abbandonata stilano un verbale di constatazione e verificano che il veicolo non sia rubato. Lo conducono così a un centro di raccolta e, se dopo 60 giorni nessuno lo reclama, procedono con la rottamazione del mezzo.

Auto abbandonata in area privata

Le cose cambiano radicalmente se invece l’auto non viene abbandonata in area pubblica, bensì in area privata.

In questo caso infatti la procedura è disciplinata dall’art. 192 del Testo Unico Ambientale, rubricato “Divieto di abbandono”.

Secondo tale norma, l’abbandono e il deposito incontrollato di rifiuti sul suolo è vietato, così come l’immissione di rifiuti di ogni genere, allo stato solido o liquido. La norma stabilisce altresì che tutte le persone che violano tale divieto siano tenute a procedere alla rimozione del rifiuto e al ripristino dello stato dei luoghi. Al Sindaco è poi rimessa la possibilità di disporre le operazioni necessarie ai fini di cui sopra e il termine entro cui provvedere, decorso il quale si procederà all’esecuzione in danno dei soggetti obbligati e al recupero delle somme anticipate.

Pertanto, in questo scenario l’auto abbandonata su area privata è equivalente al concetto di “rifiuto” per il Testo Unico Ambientale. Se il proprietario non si fa avanti per poterla rimuovere e ripristinare lo stato dei luoghi ex ante, spetterà al Sindaco emanare un’ordinanza per la rimozione. Nelle ipotesi di abbandono da parte del privato, insomma, ci vuole una procedura amministrativa.

Auto abbandonata, meglio astenersi da qualsiasi azione personale

Quando si vede un’auto abbandonata, magari sul proprio suolo privato, la tentazione è evidentemente quella di agire in maniera diretta (per esempio, spostandola un po’ più in là!).

Ebbene, è necessario ricordare che l’auto abbandonata, in qualsiasi condizione si trovi, è pur sempre di proprietà di qualcuno, e che la legge ha previsto delle procedure rigorose per poterla gestire, anche quando è assimilata al concetto di rifiuto.

Pertanto, il nostro consiglio è quello di rivolgersi sempre alle autorità competenti, evitando qualsiasi tipo di azione fai-da-te…  

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