Scarico moto, ecco la guida completa per cambiarlo passo passo

Tutto quello che dovete sapere se volete cimentarvi in un po' di officina fai da te e volete cambiare lo scarico alla vostra moto

Scarico Moto
20 Aprile 2023

Mattia Marsiglia - Autore

Non è solo una questione di sound. Perché qualunque sia la vostra inclinazione, endurista, pistaiola o turistica, certamente avrete accarezzato almeno una volta l’idea di liberare la voce della vostra due ruote. Ma se parliamo di scarico entrano in gioco anche potenza, consumi, estetica e salute del motore. 

Quale scegliere?

La scelta dello scarico quindi è influenzata da diversi fattori. Uno dei più importanti resta il contesto in cui la moto viene utilizzata. Se per esempio siete smanettoni, tipi da carene in vetroresina e gomme slick, di quelli che fanno un uso esclusivamente sportivo del mezzo, potrete sicuramente optare per un sistema di scarico completo racing: nato per ottimizzare le prestazioni, senza compromessi. Questa soluzione non offre, ovviamente, omologazioni stradali, ed è adatta solo a chi porta la propria belva fra i cordoli dei circuiti o sui tracciati da cross.

Al contrario i motociclisti da viaggio-avventura, con al seguito borse e tuta antipioggia, avranno bisogno di qualcosa che non scateni l’ira del vicinato ogni qual volta accenderanno la moto all’alba, pronti a macinare centinaia di chilometri, e che rispetti le norme europee in vista di mete oltre i confini nazionali. A queste esigenze rispondono gli scarichi omologati che offrono i maggiori produttori; sistemi completi sì, ma forniti di silenziatori stradali, catalizzatori e dei noti db killer. Generano un rombo accattivante, ma gradito ai fonometri e alle prove sulle emissioni inquinanti.

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Qualunque sia la vostra scelta, se siete decisi a farvi carico di questa operazione in autonomia, di seguito ecco i passaggi da seguire. Con qualche trucco che semplifichi il tutto.

Cambiare lo scarico

Servono alcuni arnesi e un po’ di pazienza, ma nella maggior parte dei casi si tratta di un lavoro che si può portare a termine in garage. Innanzitutto procuratevi la giusta attrezzatura:

  • Un set di chiavi a snodo o a cricchetto da 10’’ e 12’’
  • Un set di cacciaviti con la punta a Torx
  • Chiavi inglesi da 12’’, 13’’ e 17’’
  • Un tiramolle

Come per ogni lavoro la moto va messa in sicurezza sul cavalletto centrale, o posteriore, e frenata. In fase di smontaggio è buona norma procedere dalla parte posteriore della moto fino all’ anteriore, e procedere al contrario in fase di assemblaggio.

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I produttori più diffusi forniscono sempre nel kit dei loro accessori le istruzioni scritte, e talvolta illustrate, che indicano dove e come usare i sigillanti e la pasta frena filetto che trovate inclusi. Tenete la guida a portata di mano.

Si comincia

Cominciate smontando il terminale, generalmente fissato alla moto con una vite passante e serrata con un dado. Ora spostate la vostra attenzione più avanti, verso il centro della moto. In quella zona alloggia il catalizzatore, rimuovete le viti che lo tengono ancorato alle staffe di supporto e passate oltre.

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Allentate i dadi dei collettori, sempre almeno due per cilindro. Tra i collettori e il catalizzatore, inserita nel suo alloggiamento, troverete la sonda lambda, dovrete rimuoverla e riutilizzarla sul nuovo sistema. Individuatela e seguite il suo cavo fino allo spinotto, a quel punto scollegatelo. Svitate la sonda lambda con la chiave inglese e mettetela da parte.

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A differenza degli scarichi originali, che per la maggior parte sono formati da un pezzo unico, i prodotti after market sono spesso composti da tre parti da assemblare tra loro: collettori, raccordo e terminale. 

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Iniziate montando sulla moto solo i collettori, fateli combaciare senza serrarli. State attenti a non far cadere le guarnizioni o vi ritroverete fastidiose perdite di gas di scarico. Se le guarnizioni faticano a rimanere in posizione, ungetele con un velo di grasso, questo vi aiuterà a farle aderire alla loro sede.

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È il momento di unire i collettori al tubo di raccordo e al catalizzatore: i due componenti vanno incastrati tra loro inserendo i collettori nel tubo di raccordo e fissando il tutto con le molle che fanno parte del kit. Installatele subito, di modo che tirino in posizione corretta le due parti. Per farlo serve esercitare un po’ di forza, verificate dunque che la moto sia ben salda sui cavalletti e frenata.

Siete finalmente arrivati al montaggio del terminale: prima di collegarlo al raccordo, equipaggiatelo con la fascetta che lo stringerà in posizione consentendo di sigillarlo al meglio. Fissate anche gli ultimi agganci e il gioco è fatto. Ricordate sempre di non serrare nessuna vite o dado finché non avrete montato tutto, altrimenti vi risulterà complicato progredire nell’assemblaggio.

L’ultima cosa che rimane da fare è inserire la sonda lambda nel suo alloggiamento e collegarla allo spinotto. Stringetela a dovere. Per finire ricontrollate di aver tirato tutte le viti e i dadi, assicuratevi che non vi sia sfuggito nulla. Siete pronti per partire. E niente paura se per qualche chilometro sentirete odori strani: è solo la cera dei componenti nuovi di zecca che si consuma con il calore.

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