Yamaha perfeziona la tecnologia autobilanciata per ridurre gli incidenti in moto

Nuovi passi in avanti nel perfezionamento della tecnologia di autobilanciamento di Yamaha: ecco le ultime novità

Yamaha AMSAS
13 Aprile 2023

Roberto Rossi - Autore

Yamaha ha montato sulla R25 la sua nuova tecnologia di autobilanciamento, con cui si impegna a eliminare gli incidenti con un approccio a tre livelli incentrato su competenze, connettività e tecnologia.

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L’Advanced Motorcycle Stabilisation Assist System (AMSAS) utilizza infatti un’unità di misura inerziale (IMU) a sei assi che lavora in tandem con due attuatori: uno fornisce piccoli input di guida alla ruota anteriore, l’altro effettua minime regolazioni dello sterzo.

Il sistema, peraltro, non solo funziona quando si viaggia a bassa velocità, ma riesce a entrare adeguatamente in funzione anche quando la moto parte, aumentando in entrambi i casi la stabilità e consentendo al pilota di muoversi a passo d’uomo senza cadute o ribaltamenti, indipendentemente dal suo livello di abilità.

Si tratta evidentemente di un interessante passo in avanti in termini di sicurezza, oltre che di versatilità: sebbene al momento sia stato montato e sperimentato solo sulla YZF-R25, considerato che non sono necessarie modifiche al telaio della moto, in teoria potrebbe essere montato su qualsiasi moto di serie.

Come funziona il nuovo sistema di autobilanciamento

Come anticipato, l’AMSAS dispone di due attuatori. Il primo, quello elettrico, è collegato direttamente al mozzo della ruota anteriore, consentendo alla moto di rimanere in piedi da ferma sfruttando la dinamica di un pendolo invertito.

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Il secondo, l’attuatore di sterzo, è invece collegato direttamente alla pinza tripla, sotto il livello del manubrio. Sulla YZF è parzialmente nascosto dal copriserbatoio e fornisce dei piccoli input alla barra, simili a quelli che un pilota compie mentre cerca di bilanciare una moto da trial a bassa velocità o completamente ferma.

Ad ogni modo, il sistema, per quanto avanzato, è ancora un po’ lontano dalla versione finale. A confermarlo è la stessa società, secondo cui si è ancora a metà del percorso. Ricordiamo anche che lo studio progettuale di Yamaha in questo comparto ha preso il via nel 2017 con la Motoroid, una moto elettrica che si autobilanciava spostando attivamente il proprio centro di gravità ruotando il pacco batteria posto sotto il telaio, a destra o a sinistra, consentendo così alla due ruote di alzarsi dal cavalletto e di rimanere in piedi senza assistenza.

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Secondo Yamaha il proprio nuovo sistema può eliminare il 5% degli incidenti causati da errori di guida a bassa velocità, consentendo al pilota di concentrarsi sul riconoscimento dei potenziali pericoli e di avere più tempo per prendere la decisione corretta per evitarli.

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