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F1, GP Miami: la guerra dei simulatori

JEDDAH, SAUDI ARABIA - MARCH 27: Charles Leclerc of Monaco driving (16) the Ferrari F1-75 leads Max Verstappen of the Netherlands driving the (1) Oracle Red Bull Racing RB18 on track during the F1 Grand Prix of Saudi Arabia at the Jeddah Corniche Circuit on March 27, 2022 in Jeddah, Saudi Arabia. (Photo by Dan Istitene - Formula 1/Formula 1 via Getty Images)

Una parte fondamentale di un Gran Premio di Formula 1 avviene prima della gara stessa. Nell’era moderna diventa importantissimo l’utilizzo di un simulatore, a maggior ragione in un GP come quello di Miami, nuovo di zecca e mai affrontato nel passato. Proprio alla vigilia di un Gran Premio che potrebbe essere “folle”, come ha ammesso lo stesso Max Verstappen, ha parlato Enrico Sampò, Head of Driving Simulator della Ferrari.

Simulatore fondamentale

“Il simulatore di guida è un elemento fondamentale nella preparazione di un weekend di gara, l’attività inizia diverse settimane prima con una review del Gran Premio dell’anno precedente, se disponibile”, ha spiegato l’ingegnere cuneese Sampò. “Vengono poi eseguite alcune sessioni con un test driver per comprendere il comportamento degli pneumatici, per prevedere il bilancio vettura, per verificare il comportamento di componenti specifici e infine per testare diverse opzioni di setup”.

Gara inedita

Come si può immaginare, il simulatore diventa fondamentale, soprattutto se su quel circuito non è mai stata disputata una gara in precedenza. Miami e il suo tracciato ricavato attorno al “Hard Rock Stadium”, la casa dei Miami Dolphins del football americano, sono situazioni e sensazioni nuovissime per ogni pilota. E, ovviamente, Charles Leclerc e Carlos Sainz non fanno differenza. Spiega Sampò: “Qualche giorno prima dell’evento affrontano una sessione al simulatore i piloti titolari insieme ai loro ingegneri di pista per contribuire alla preparazione propria e della vettura. In caso di circuiti nuovi, come Miami, Charles e Carlos utilizzano anche il simulatore per allenarsi, per conoscere meglio il circuito stesso e per ripetere le varie procedure del weekend di gara“.

Dati affidabili

L’affidabilità del simulatore deve essere massima, al millimetro. Spesso, negli anni scorsi, s’è parlato – e anche un po’ favoleggiato – su quanto la Ferrari non s’adattasse bene ai circuiti nuovi per colpa di dati non proprio precisissimi nell’approccio virtuale. E su quanto, invece, alla Mercedes si lavorasse magnificamente al simulatore. Potrebbe non essere un caso, al di là della forza indubbia del pacchetto macchina-pilota della casa tedesca, che la Mercedes nel passato abbia fatto benissimo e quasi sempre vinto su ogni circuito debuttante. Se è cominciato un nuovo corso, sta alla Ferrari farlo capire a Miami. Anche, magari, grazie al simulatore.