Il Presidente della Federazione contro la “vecchia FIA”

Il neoeletto presidente della Federazione Internazionale: “Non possiamo essere vecchi in uno sport dinamico”

4 Giugno 2022

Luca Sgarbi - Autore

E’ stato eletto da non molto Mohamed Ben Sulayem a capo della Federazione Internazionale dell’Automobilismo, ma le sue idee sono più che chiare. E i suoi modi, di certo, non quelli di chi gira intorno ai problemi. I primi mesi del dirigente degli Emirati Arabi Uniti sono stati durissimi, a fronte di una situazione economica non certo florida e di un mondo, come quello della Formula 1 per esempio, in grande cambiamento. Anzi, alle prese con una rotazione epocale.

Primi mesi

La prima sfida che ha dovuto affrontare Ben Sulayem è per il risanamento della Federazione stessa. Il chairman ha più volte dichiarato di aver trovato il massimo organismo degli sport automobilistico in dissesto finanziario e “debole”. Per questo, ha affidato il controllo della situazione a società esterne come Deloitte e McKenzie che stanno lavorando in audit e presto daranno la loro opinione. “Non voglio affermare che qualcuno abbia abusato del budget, ma complice atti di negligenza adesso abbiamo 23 milioni di euro per le nostre operazioni”, ha affermato Ben Sulayem a GrandPrix247. “Sono ottimista che con la giusta squadra, il giusto approccio, la giusta pianificazione e una bella federazione saremo in pareggio in meno di due anni.”

FIA vecchia, vecchia FIA

Dai primi dati dei revisori è emersa una visione vecchia da parte della FIA, ha detto il Presidente. Non tanto nel personale, quanto nel pensiero. “Non possiamo essere vecchi in uno sport dinamico”, ha dichiarato, indicando tutta la tecnologia che “gira” nel mondo delle corse e prendendola ad esempio per sottolineare come ci sia l’esigenza di stare al passo e aggiornarsi continuamente e reinventarsi.

Il futuro della Formula 1

Ben Sulayem ha dichiarato che tra cinque anni vede una Formula 1 “più sana e dinamica”, benché tuttora esistano alcune cose che non lo soddisfano. “Per fortuna, il successo della F1 sta aumentando”, ha continuato, indicando come una componente del merito appartenga sicuramente all’interesse nato negli Stati Uniti. “La FIA ci aveva già provato, ma non era andata bene… Ora l’appetibilità della F1 è aumentata nuovamente, gli americani sono diversi”, ha dichiarato il numero uno dell’automobilismo. Le sfide sono davanti alla Federazione, altre già visibili sono dietro l’angolo. Il momento è complicato, ma senz’altro si lavora per un futuro finalmente radioso dopo la pandemia.

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