Cosa significano gli strani nomi di alcune auto?

Il mercato è pieno di sigle che danno il nome alle auto. Alcune di queste sembrano quasi casuali, ma di solito hanno un significato preciso...

13 Settembre 2022

Andrea Spitti - Autore

Scegliere il nome giusto per un modello non è cosa semplice: in ogni grande Casa automobilistica ci sono interi reparti dedicati a decidere come chiamare una determinata vettura. Sbagliare nome infatti potrebbe decretare il fallimento di un’auto altrimenti dedicata al successo. Alcuni nomi molto razionali – basti pensare alle Serie di BMW o alle Classe di Mercedes che cambiano in base alle dimensioni–, altri hanno un significato più nascosto, in particolar modo quando al loro interno ci sono combinazioni di lettere che sembrano prive di senso. Proviamo a spiegare alcuni significati dei nomi più “oscuri”.

Audi TT

Audi ha dato il nome TT alla sua coupé per richiamare il Tourist Trophy, la competizione che ogni anno si svolge sull’Isola di Man. Il marchio tedesco non ha mai prodotto in serie una motocicletta, tuttavia questa gara fa in qualche modo parte della sua tradizione.

DWK, una delle azione che fondendosi formarono Audi, produceva moto da corsa negli anni ‘30. Una di queste vinse il TT nel 1938. Se ciò non bastasse, le motociclette NSU conquistarono i primi 4 posti nella categoria 250 cc durante il TT del 1954. La sigla TT è apparsa su un ciclomotore nel 1960 e su un’evoluzione sportiva della Prinz nel 1965. Le Prinz TT e TTS hanno avuto una lunga e fortunata carriera agonistica: proprio a questa carriera Audi ha voluto rendere omaggio con la TT Concept al Salone di Francoforte del 1995.

Citroen DS

Se a prima vista la Citroen DS sembra avere due lettere a caso a comporre il suo nome, ovviamente la verità è un’altra. In realtà non si tratta di una sigla e il suo significato è chiaro a chi mastica il francese. Infatti, in francese le lettere DS vengono pronunciate come déesse, che letteralmente significa dea. Il nome ideale per un’auto presentata coma la dea della strada. La più essenziale versione entry-level non meritava tale appellativo e venne chiama ID, perché le lettere suonano come idée, idea in francese.

Ferrari GTC4Lusso

Per decifrare il nome della Ferrari GTC4Lusso bisogna scomporlo in tre parti. GTC è un omaggio ai classici modelli Ferrari, tra cui la 330 GTC presentata al Salone di Ginevra del 1966. Il numero 4 segnala i suoi quattro posti, mentre Lusso pensiamo non abbia bisogno di ulteriori spiegazioni. Se alla fine del nome si trova la lettera T significa che la vettura di Maranello è spinta dal V8 biturbo e non dal motore 12 cilindri.

Mazda MX-5

Se in altri Paesi la roadster di Mazda si chiama Miata, dalle nostre parti è conosciuta con il nome di MX-5. Si tratta di un acronimo che sta per Mazda Experimental project number five. Miata – il nome usato sul mercato nordamericano – deriva da un’antica parola tedesca che significa “ricompensa”.

Toyota RAV4

Toyota ha lanciato la prima RAV4 prima che il concetto di SUV diventasse noto e per questo ha dovuto inventare una propria definizione. RAV4 sta per Recreational Active Vehicle con 4 ruote motrici. Il nome è stato mantenuto sebbene nella maggior parte dei mercati la RAV4 venga proposta di serie con la sola trazione anteriore.

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