Musk nell’occhio del ciclone: un articolo del NYT svela le pressioni sull’Autopilot

Il progetto dell'Autopilot è stato influenzato dalle continue pressioni di Elon Musk: ecco la ricostruzione di quanto avvenuto secondo il NYT.

8 Dicembre 2021

Roberto Rais - Autore

Da tempo Elon Musk manifesta qualche problema con l’uso dei sensori radar sulle sue Tesla. I giornalisti ricordano altresì piuttosto frequentemente che la casa automobilistica è sotto inchiesta federale per alcuni incidenti che coinvolgono l’Autopilot, e che i senatori degli Stati Uniti hanno denunciato l’uso dei termini Autopilot e Full Self-Driving come ingannevole e pericoloso.

L’articolo del New York Times accende nuove polemiche

Tuttavia, considerato che le cose possono sempre andare peggio, un’altra grana sembra aprirsi per Elon Musk: il New York Times ha infatti pubblicato poco fa un articolo dal titolo “Inside Tesla as Elon Musk Pushed an Unflinching Vision for Self-Driving Cars” in cui il noto quotidiano fa il punto su una serie di 19 interviste effettuate su altrettante persone coinvolte nello sviluppo di Autopilot nel corso degli anni, e secondo cui Musk avrebbe fatto numerose pressioni sull’Autopilot, nonostante i disaccordi degli ingegneri sul progetto.

Per diversi anni, l’Autopilot ha incorporato il radar. E per un certo periodo Tesla ha lavorato allo sviluppo della propria tecnologia radar. Tuttavia, tre persone che hanno lavorato al progetto hanno detto che Musk aveva ripetutamente comunicato ai membri del team di Autopilot che, considerato che gli esseri umani possono guidare con due occhi, questo significava che anche le auto dovrebbero essere in grado di guidare solo con le telecamere” – si legge sul Times.

L’Autopilot non era così autonomo come dichiarato

L’articolo ricorda poi che Musk insistette sul fatto che una Tesla avrebbe potuto essere in grado di guidarsi autonomamente da una destinazione all’altra, senza assistenza, utilizzando solo le telecamere. Tra gli ingegneri Tesla intervistati dal NYT, ben otto non erano d’accordo con questa direzione tecnologica, così numerosi esperti esterni. Alcuni hanno lasciato l’azienda in pieno contrasto con questa visione da parte del CEO, ma altri hanno seguito gli ordini di marcia di Musk. È questo il motivo che ha indotto la società, nel mese di maggio, ad annunciare l’abbandono del sistema radar.

Eppure, il NYT cita lo specialista di computer-vision Schuyler Cullen, che ha supervisionato la ricerca sulla guida autonoma alla Samsung, affermando che un approccio di sole telecamere era fondamentalmente difettoso:Le telecamere non sono occhi, i pixel non sono gangli della retina, il computer FSD non è niente di simile alla corteccia visiva” – ha affermato l’esperto.

Gli ingegneri del progetto hanno anche obiettato al piano del team di marketing di chiamare la tecnologia di assistenza alla guida Autopilot, per le stesse ragioni per le quali i critici di Tesla e i regolatori riferiscono da tempo che questo termine implicherebbe capacità che in realtà la sua tecnologia non ha. Il nome alternativo preferito era quello di Copilot.

Quindi, il NYT ha raccolto una serie di dichiarazioni di Musk ripetute nel corso degli anni, secondo cui la guida autonoma era proprio dietro l’angolo. Quando, evidentemente, non era proprio così.

Il disaccordo degli ingegneri

Gli ingegneri intervistati dal NYT erano certi che Musk stesse promettendo capacità che non erano, e non sono possibili. Erano in particolar modo “sorpresi e preoccupati” quando Musk, già nel 2016, aveva promesso che tutte le Tesla allora in costruzione disponeva di componenti pronti per la “completa guida autonoma”. Appena un mese dopo un incidente mortale che ha coinvolto Autopilot nel maggio 2016, Musk ha dichiarato che la guida autonoma era “fondamentalmente un problema risolto” e che le Tesla potevano già guidare in modo più sicuro degli umani.

L’articolo si conclude con una citazione di Amnon Shashua, amministratore delegato di Mobileye, un ex fornitore di Tesla, che dichiara: “Non si dovrebbe credere a tutto ciò che dice Tesla. La verità non è necessariamente il loro obiettivo finale. L’obiettivo finale è quello di costruire un business“.

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