Haas, Steiner motiva Schumacher jr

Nell'inizio negativo della Haas spiccano le controprestazioni di Schumacher jr: ma il numero uno Steiner continua a credere in lui

Mick Schumacher
16 Maggio 2022

Luca Sgarbi - Autore

Gunther Steiner è uomo solido e pragmatico.  E sul finale dell’inverno motoristico, nell’emergenza-Mazepin, non gli sarà affatto dispiaciuta l’idea di assemblare la copia Schumacher-Magnussen. Peccato che però che la scelta fino a questo momento non abbia pagato grandi dividendi. E lo diciamo con un eufemismo… perché l’inizio stagione della Haas è stato qualcosa di terrificante non solo per punti, ma anche per beffe morali.

Vince sempre il danese

Ciò che forse non si aspettava l’altoatesino d’America Steiner era che il migliore dei due fosse l’ultimo arrivato: il danese Magnussen, che per ora sta sistematicamente davanti nelle qualifiche e anche in gara. Un bel problema per la scuderia americana che sta vivendo l’innaturale posizione di una teorica seconda guida che svernicia sistematicamente la prima. E, altro dettaglio che poi non è secondario, anche il Team principal sta mostrando pubblicamente la sua insoddisfazione per le prestazioni del figlio del grande Michael Schumacher.      

Steiner il motivatore

L’ultimo episodio, quella che ha fatto traboccare la goccia finale dal proverbiale vaso, è stato al Gran Premio di Miami. Mick Schumacher stava finalmente conquistando i primi punti alla sua ventiseiesima gara in Formula 1 quando ha innescato un incidente piuttosto inutile con l’amico (beffa delle beffe…) Sebastian Vettel. E da lì apriti cielo: “Non ho visto grandi avanzamenti da parte di Mick quest’inverno. Ora ha un riferimento, questo è stato il motivo per cui abbiamo riportato Kevin da noi, sappiamo di cosa sia capace”, ha detto il Team principal Steiner ai media. “Kevin è un grande pilota e Mick deve raggiungere quel livello.”  

Meglio l’esperto

Come detto, la coppia Magnussen-Schumacher poteva essere migliore per Mick che non quella col russo Mazepin, licenziato dalla Haas a causa degli sponsor russi che lo rappresentavano all’inizio della guerra in Ucraina. L’esperienza di Magnussen nello sviluppo della macchina poteva essere proprio ciò che mancava. Ma per il momento i punti in classifica rimangono gli stessi della stagione scorsa: zero. “[Mick] Sa cosa deve fare e prima o poi ci arriverà, speriamo il prima possibile”, ha ribadito Steiner. “Sta maturando, ma sa che più in alto è, più pressione deve subire.”

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