Red Bull, Perez non si sente vice-Verstappen

Il Team Principal Christian Horner ha elogiato il messicano dopo il Montmelò: “Uomo squadra, non numero due”

Gp Francia 2021 Vince Verstappen Perez
26 Maggio 2022

Luca Sgarbi - Autore

Dura la vita della seconda guida, soprattutto se il numero uno si chiama Max Verstappen. Non dev’essere semplicissimo per Sergio Perez, che alla Red Bull è numero due nella sostanza, ma non a parole. Fateci caso. Mai nessuno della scuderia di Milton Keynes ha mai definito Checo come “numero due” o “seconda guida” in modo conclamato. Nessuno, nemmeno il grande capo Christian Horner o il campione del mondo Max Verstappen. Anche al termine del Gran Premio di Spagna, deciso da un sorpasso che era un ordine di scuderia, si è parlato di “uomo squadra”. Guai a dire numero due.

Status non accettato

E’ lo stesso Christian Horner a chiarire la situazione, cioè che non crede che il messicano abbia accettato lo status di pilota numero due alla Red Bull, nonostante l’epilogo del Gran Premio di Spagna. E nonostante un’evidente disparità nei numeri delle performance. Basti pensare che da quando la coppia si è formata, Perez ha vinto appena un Gran Premio contro i quattordici, dicasi quattordici, dell’attuale campione iridato. Che ha vinto la metà delle gare a cui ha partecipato! Eppure, proprio Checo Perez ha giocato un ruolo più che decisivo nel titolo di Verstappen, quando ad Abu Dhabi ha rallentato Hamilton permettendo un decisivo rientro al compagno di squadra. E alla Red Bull sanno alla perfezione tutto questo.

Rottura di scatole

“Essere il compagno di squadra di Max Verstappen è un po’ una seccatura per qualsiasi pilota”, ha detto il Team principal al sito racingnews365.com. Lo stesso Horner ha ben presente quanto Perez sia il perfetto compagno di squadra, una specie di Barrichello con Schumacher, avendo testato i fallimenti di altri piloti nel ruolo di vice. Leggasi: Pierre Gasly e Alexander Albon. “Sa che ha la stessa attrezzatura, le stesse possibilità, ma penso che sia anche realistico nelle sue aspettative ed è un gran uomo-squadra”, ha tenuto a precisare il dirigente britannico.

Affamati

Horner ha poi spiegato efficacemente la posizione di Verstappen, più rilassato dall’avere finalmente un titolo mondiale nel curriculum, ma proprio per questo – e paradossalmente – ancora più affamato. E questa fame non aiuterà il buon Sergio Perez, a dirla tutta. Per Red Bull, però, non è un problema. “La dinamica tra i due è molto buona. Penso che Checo sia più inserito nella squadra quest’anno, al suo secondo anno”, ha detto il numero uno della gestione sportiva. “Inevitabilmente, nelle prossime settimane, inizieremo a parlare di stagioni future, ma non siamo di fretta”.

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