Quattro strane auto che hanno provato soluzioni alternative

Quando le automobili erano ancora poco più di esperimenti, c'è chi ha provato a fare le cose in modo diverso. Il risultato? Auto molto strane

Octoauto
23 Aprile 2023

Andrea Spitti - Autore

Siete stanchi delle auto tutte uguali? Per vostra fortuna nella storia dell’automobile ci sono stati diversi modelli che hanno provato a rompere gli schemi, soprattutto nei primi anni di diffusione delle auto, proponendo soluzioni talmente assurde da poter essere (forse) considerate geniali. Ecco una carrellata di cinque tra le auto più strane degli anni pionieristici dell’automobile.

Ford Model T (1909)

1908 Ford Model T Touring

È vero: la Ford Model T delle auto più importanti della storia. Quindi che ci fa qui? Henry Ford era un minimalista, il che potrebbe spiegare l’elenco delle cose di cui pensava che la sua Model T non avrebbe avuto bisogno: freni anteriori, ammortizzatori, pompa dell’acqua e, sulla Model T Touring entry-level, la portiera del conducente. Anche il layout a tre pedali non è quello a cui siamo abituati: il pedale sinistro è il cambio in avanti, il pedale centrale innesta la retromarcia e il pedale destro è il freno. Dov’è l’acceleratore? Sul piantone dello sterzo, ovviamente. Nonostante un vortice di progressi nell’industria automobilistica, Ford costruì la Model T quasi senza modifiche per la maggior parte di due decenni fino a quando alla fine cedette alle suppliche del figlio e del personale di vendita e la sostituì con la Model A aggiornata.

Reeves-Overland Octoauto (1911)

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Se quattro ruote funzionano bene, otto dovrebbero funzionare ancora meglio. Milton Reeves pensava di poter appianare il viaggio sulle strade sconnesse dei primi anni del ‘900 imitando le sospensioni utilizzate dai vagoni ferroviari, quindi ha modificato quello che una volta era una Overland del 1910 perfettamente funzionante per creare questo strambo veicolo a otto ruote. Sfortunatamente, ciò ha portato a un’auto lunga 6 metri che ospitava solo quattro persone e il suo prezzo di 3.200 dollari di allora (che corrisponderebbero a circa 90.000 euro di oggi) non ha certamente aiutato la sua popolarità. Reeves ha provato a costruire una versione a sei assi chiamata Sextauto, ma nemmeno questa ha avuto successo.

Detroit Electric Model 90 (1914)

Detroit Electric 1915

Mettere il conducente sul sedile posteriore era una necessità nell’Anderson Detroit Electric. In un’epoca in cui le auto a benzina erano sporche bestie a manovella, l’alimentazione a batteria della Model 90 era la scelta pulita delle signore urbane di alto livello, che la guidavano sedute sul comodo divano che era il sedile posteriore. C’era un sedile anteriore che venne anche girato contro marcia per facilitare la socializzazione su strada. Sembra pericoloso? Bisogna considerare che i limiti di velocità in città all’epoca erano di circa 15 km/h e la Detroit Electric riusciva a malapena ad arrivare a 40 km/h, quindi una chiacchierata non era così pericolosa. Vennero anche realizzati modelli Detroit Electric che mettevano il guidatore davanti, ma la guida sul sedile posteriore rimase un’opzione fino agli anni ’30.

Dymaxion (1933)

Dymaxion auto Bilbao Spain

Buckminster Fuller ha coniato la parola “Dymaxion” e ha inventato una casa Dymaxion, una mappa Dymaxion, persino un programma di sonno Dymaxion (con quattro pisolini al giorno, niente male!). E anche un’auto Dymaxion, una strana tre ruote che Fuller pensava come base per un veicolo terrestre-marittimo-aereo. Considerando come andava la versione stradale, non sappiamo quanto ci si sarebbe potuti fidare a vederla volare. La Dymaxion è stata costruita al contrario, il suo V8 Ford montato posteriormente che faceva muovere le ruote anteriori, mentre una singola ruota posteriore serviva per sterzare. Questo ha implicato un raggio di sterzata ridicolmente stretto e allo stesso tempo una instabilità esemplare. Delle tre Dymaxion costruite, una è stata distrutta, una è stata demolita e una è stato utilizzata come pollaio prima di essere restaurata.

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