La Red Bull e quel Sergio Perez on fire

Il miglior momento della carriera del Checo coincide col ritorno su un tracciato che il messicano ama particolarmente: a Baku grande feeling

8 Giugno 2022

Luca Sgarbi - Autore

La vita è fatta di punti di svolta. Gli anglosassoni le chiamano sliding doors o turning points. Definiteli come volete questi momenti, queste porte che si aprono e chiudono, ma Sergio Perez di certo ha infilato il pertugio che mette una vita in discesa. E non vuole mollarlo. Dopo i patimenti alla fine dell’esperienza con la Force India poi diventata Racing Point, il messicano si gode il miglior momento della sua carriera alla guida della macchina migliore del Mondiale, la Red Bull.

Onda Baku

A proposito di onde positive, il Gran Premio dell’Azerbaigian a Baku rimanda ricordi positivi al Checo, che solitamente sui circuiti cittadini non pare trovarsi affatto male. “Fu molto speciale vincere la mia prima gara con la squadra a Baku l’anno scorso, mi ha regalato una grande gioia”, ha detto il messicano, aggiungendo che ama i tracciati urbani, perché è su quelli che il pilota può realmente fare la differenza. Perez certamente è conscio anche che sia più facile commettere un errore quando si cerca di andare al limite, specie su un tracciato stretto, ma alla fine “è questo che ti dà i decimi necessari per essere competitivo”, ha chiarito ai media.

Miglior momento

A testimonianza di quanto Perez sia considerato l’uomo giusto in Red Bull, è arrivato il rinnovo del contratto al 2024 due giorni prima del trionfo di Monaco. “Dimostra il grande lavoro che abbiamo fatto insieme e quanto siamo felici l’uno dell’altro”, ha detto il messicano. Che ha aggiunto che il fatto di aver deciso il suo futuro può permettergli di “rimanere concentrato al cento per cento sull’obiettivo principale: vincere gare e titoli mondiali”. Ambizioso.

Uomo squadra

Il passaggio da seconda guida a “uomo squadra” Perez lo aveva già fatto. Mai nessuno lo aveva definito secondo alla Red Bull. Sempre uomo squadra, appunto. Definizione che puzzava di secondo pilota senza, però, poterlo dire per non urtare la suscettibilità del messicano. Ma oggi quel meno quindici in classifica da Verstappen lo porta su nelle gerarchie. E lo autorizza a grandi sogni e qualche pretesa verso il team. “Penso di essere nel momento migliore della mia carriera e di guidare per un team che cerca sempre la perfezione”, ha detto Perez. E, di sicuro, l’Azerbaigian potrebbe essere uno snodo molto importante.   

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